Proseguendo le opere di fortificazione della città, già iniziate dal nonno il re Ferdinando d’Aragona conosciuto anche come Ferdinando il Cattolico, Carlo V diede ordine di erigere un’alta e robusta muraglia lungo la linea di costa di Gaeta: dall’attuale Punta Stendardo fino all’opera difensiva detta “La Cittadella” dove si individuò l’accesso principale della Città fortezza. L’ingresso davanti il quale ci troviamo, così come venne realizzato nel XVI secolo, ancora oggi è costituito da un grande androne fra due possenti porte: una orientata a sud l’altra ad est. Sulla porta meridionale è stato ricollocato dopo l’Unità d’Italia lo stemma dell’imperatore che era stato rimosso e sostituito durante la dominazione dei Borbone di Napoli. La Porta di Carlo V fino al 1928 è stata per chi proveniva dalla via di terra l’unico accesso alla città fortificata. Nell’anno 1660 il generale spagnolo e Maestro di Campo Don Alonso de Monrroy, governatore di Gaeta , probabilmente per devozione e gratitudine per essere scampato ad un attentato nel quale era rimasto ucciso il suo attendente, stanziò dei fondi per la realizzazione nell’androne della porta, una cappellina votiva dedicata a Santa Maria de la Solidad. Ancora oggi possiamo ammirare il quadro della Vergine Addolorata molto venerata dagli spagnoli.


